Gli abiti settecenteschi della famiglia Jatta in mostra al Castello Svevo di Bari

Alla realizzazione della mostra “Moda al Castello. Collezioni di abiti storici in Puglia” hanno collaborato anche la restauratrice Maria Stragapede e Daniela Ventrelli, curatrice di “Rubi Antiqua”
Il 14 giugno, In occasione della riapertura, il Castello Svevo di Bari ha presentato al pubblico la mostra “Moda al Castello. Collezioni di abiti storici in Puglia”.
La mostra è a cura di
Mariastella Margozzi, insieme a Giovanni Boraccesi, Mario Burdi, Marisa Cacciapaglia, Gaetano Cagnetta, Piero Consiglio, Angela Discipio, Carlo
Giampietro, Andrea Jatta, Giacinto La Notte, Graziana Loiotine, Vittoria Ribezzi Petrosillo e con la collaborazione di Rosaria Colaleo. Vito Nicola Iacobellis, Eleonora Crimi, la ruvese Maria Stragapede e Monica Cannillo.
L’esposizione,
che ha preso corpo a seguito dell’istituzione di un Tavolo tecnico sul
tema dell’Abito storico in Puglia che ha visto la partecipazione di
diversi Musei
e Associazioni territoriali dediti alla conservazione e valorizzazione
degli abiti storici, sarà visitabile nella Sala Bona Sforza e nellla
Sala Normanna del Castello. Il suo scopo è quello di dare
rilievo culturale a una parte importante del patrimonio identitario del
territorio pugliese, capace di restituire attraverso gli abiti le
atmosfere, gli stili e il gusto dei diversi periodi
storici.
Gli
abiti e gli accessori selezionati provengono da collezioni di realtà
istituzionali, associazionistiche, che hanno condiviso con la Direzione
regionale Musei Puglia
il progetto di creare una rete museale sul costume e la moda: il Centro Studi ‘ Marangelli’ e Museo Moda e Costume di Conversano, il
Museo MuDiAS – Palazzo Settanni di Rutigliano, la Casa-Museo Romanazzi Carducci di Putignano, la
Fondazione Casa-Museo Pomarici Santomasi di Gravina, la Casa-Museo Ribezzi-Petrosillo
di Latiano, la Casa-Museo Jatta di Ruvo di Puglia,
il Museo Diocesano di Bisceglie, l’Associazione ‘Dimore Storiche Italiane sezione Puglia‘, l’Associazione “Sognare e perdersi … negli abiti di un tempo” di Acquaviva delle Fonti, l’Associazione “Le antiche ville” di Mola di Bari.
Ulteriori significative selezioni di abiti e accessori sono quelle provenienti dai guardaroba delle
famiglie Benchi-Cisternino di Bari, oggetto di donazione recente al Castello svevo da parte di
Anna Barbara Cisternino, e Donadio di Bari.
A
fronte della crescente esigenza di fruire del patrimonio culturale in
maniera partecipata e dinamica, il recupero, la ricognizione, la tutela e
la valorizzazione
di costumi e abiti storici provenienti da collezioni di proprietà sia
pubbliche che private, consentono di promuovere e incentivare la
creazione, la comunicazione e la divulgazione di itinerari di fruizione
turistico-culturale sempre più accattivanti e coinvolgenti
per i visitatori.
L’esposizione
è incentrata sull’abito di gala, quello delle feste, dei balli e delle
cerimonie, con qualche esempio anche maschile, in tessuti preziosi quali
raso e
seta damascata, velluto, pékin, tulle, crêpe di seta,
con decorazioni e applicazioni in pizzo, merletto, passamaneria.
Presenti anche abiti da passeggio e da cocktail, corredati da sciarpe e
stole, corpini “gioiello”, pellicce, e, infine, anche alcuni abiti da
sposa.
I periodi rappresentati sono l’Ottocento e il Novecento fino agli anni ’60-’70, con un breve
excursus nel Settecento maschile rappresentato dagli abiti “Jatta”.
Ornamenti quali
tabliers, fiocchi, pouff, plissé, crinoline e strascichi tipici del XIX secolo, si uniscono a quelli che contrassegnarono la cosiddetta
Modernità a cavallo dei due secoli, quali mussole e pizzi ornati da sete,
paillettes, giaietti e strass, per arrivare fino a quelli degli
anni ‘60 del Novecento, in una costante evoluzione di stili e di
manifatture, ancora artigianali, ma che sempre di più inseriscono la
moda nel più ampio mutamento sociale e generazionale
che porterà alla globalizzazione.
Mirabili
sono stati i restauri e le manutenzioni degli abiti curati da Maria
Stragapede, Monica Cannillo e Nicoletta Vicenzi, che testimoniano
passione, conoscenza
e mestiere unici. Apporto fondamentale all’allestimento è stato quello
dell’Associazione Etra ets di Luciano Perrone per il coordinamento e
l’allestimento delle vetrine della Sala Normanna e della DZ Engeenering
per la disposizione delle luci. Le fotografie
sono state realizzate da Beppe Gernone.
Attenta
partecipazione al Tavolo tecnico è stata data dal Dipartimento Turismo,
Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione
Puglia, nella persona di Daniela
Ventrelli.
La Mostra sarà visitabile con lo stesso biglietto di entrata al Castello, con le medesime modalità di accesso e secondo gli orari vigenti (chiuso il martedì).
Per informazioni
Castello svevo di Bari
Piazza Federico II di Svevia, 4
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