29 Ottobre. Assemblea autoconvocata al Tedone

Redazione

Diamo spazio agli studenti del liceo Tedone per spiegare le ragioni della loro manifestazione

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Quando l’Onda ha manifestato contro la riforma Gelmini, noi studenti siamo diventati dei fannulloni e facinorosi; ma cosa potranno dire se saremo noi stessi a scrivere una riforma nuova, che sia davvero epocale e rispondente alle nostre necessità?

Di questo si è parlato durante le iniziative organizzate nella mattina del 29 Ottobre nelle sei città della provincia di Bari che hanno risposto all’appello dell’ UDS. In modo particolare, il liceo scientifico “Tedone” ha ospitato Francesco Pagliarulo, rappresentante provinciale dell’UDS, durante un’assemblea autoconvocata che aveva il significato simbolico di dimostrare l’interesse degli studenti per un tema a cui non ci si può più sottrarre.

Scopo di tale interesse deve essere conoscere le problematiche della scuola e dell’Università e dare vita a quell’attivazione studentesca, intelligente e costruttiva, che ci permetta di creare dal basso e in modo democratico la notra visione; una visione che dia agli studenti la stessa dignità degli altri esponenti della scuola a livello decisionale, che garantisca il diritto allo studio, non solo sulla carta, ma nei fatti, attraverso contributi economici, che cambi il modo di intendere la cultura e ci restituisca la voglia di fare, quella vitale sensazione che le cose si possano effettivamente cambiare.

Perché la scuola italiana ha bisogno di nuove idee e per averle c’è bisogno della collaborazione di tutti, anche di chi oggi pensa che non si possa fare niente per cambiare. Come disse Aldo Moro a proposito del qualunquismo, cioè la sfiducia generale nel vivere comune, “l’uomo qualunque è […]disposto a tutto pur di conservare quella sua quiete che è una terribile perdita, la perdita dell’umanità che acquista con il lavoro la gioia di vivere” ed è pronto “ad accettare qualsiasi dittatura, che nasce fatalmente dove al posto dell’ansiosa libertà dello spirito c’è il vuoto”.

Noi quell’ansiosa libertà la sentiamo e vogliamo metterla in pratica in ogni modo possibile, scrivendo una riforma così come partecipando alla fiaccolata di Bari della sera del 29 in difesa dell’istruzione. Servirà a qualcosa tutto questo? Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo siamo assolutamente convinti che il gioco valga la candela.

Nadia Saltarelli (studentesa Liceo Tedone)
Foto di Andrea Caputi

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Commenti

  • gattomatto (utente non verificato)

    ECCO QUANDO LA POTICA ENTRA A SCUOLA…E DOVE I GIOVANI DIVENTANO I BURATTINI DI IDEOLOGIE POLITICHE….

  • piy79 (utente non verificato)

    Quando qualcuno la pensa diversamente dal presunto pensiero dominante….. non è altro che un burattino di ideologie politiche.
    Quando si riempie un plesso scolastico di centinaia di simboli di partito… bè è solo folclore e cmq autorizzato.

    Complimenti per come consideri quasi tuoi-coetanei e per il rispetto della democrazia!