Amarcord

“Lost Tapes”, l’omaggio di Livio Minafra a Vincenzo Ciliberti

Suonatore di flicornino
Vincenzo Ciliberti
Giovedì 4 agosto, nell’ambito di Banda Larga, a Conversano, sarà presentato il volume n.10 del progetto ideato e condotto da Minafra per strappare dall’oblio musicisti ruvesi, e non solo, eccellenze della musica jazz e da banda
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Giovedì 4 agosto, nell’ambito di Banda Larga, a Conversano, sarà presentato il volume n.10 di “Lost Tapes”, il progetto ideato e condotto dal polistrumentista Livio Minafra per strappare dall’oblio musicisti ruvesi – e non solo- che hanno scritto pagine importanti della musica jazz e da banda. “Lost Tapes” (Angapp Music) nacque, nel 2020, per catalogare incisioni, brani da concerti recuperati da Minafra nel corso della preparazione del documentario “Iazz Bann”, per la regia di Salvatore Magrone e Lorenzo Zitoli, presentato al Teatro Comunale.
Il volume n.10 è dedicato a Vincenzo Ciliberti e ai suoi storici collaboratori.

Il Trio delle Meraviglie è composto da Vincenzo Ciliberti (flicornino), Cataldo Maggiulli (bombardino), Cataldo Valerio (trombone tenore) con le Bande di Trani, Francavilla Fontana, Gioia del Colle, Lecce, Conversano nei paesi di Bitetto, San Giorgio Jonico, Turi, Carosino, Toritto, Ruvo di Puglia, Palo del Colle, Scorrano, San Giovanni in Galdo, Corato, Valenzano, Sepino, Giovinazzo, Montemesola, Capurso e Massafra, diretta dai Maestri Raffaele Miglietta, Nicola Centofanti, Gioacchino Ligonzo e Pietro Marmino con tra gli altri solisti: Franco Eleuterio, Franco Leo, Giuseppe Palumbo, Agostino Campanale, Francesco Fusco, Antonio Fracchiolla, Vincenzo Bucci, Antonio Cipri.

Vera miniera d’oro è Mimmo Fiore, sarto e appassionato di musica, già presidente del Club Amici della Musica di Ruvo di Puglia negli anni ’70, patito di bande e registratore di concerti dal 1976 agli anni ’90. Sue alcune registrazioni del cd dedicato a Basilio Giandonato e sua la maggior parte delle registrazioni dei concerti di Ciliberti.

Chi è Vincenzo Ciliberti

Vincenzo Ciliberti nasce il 14 aprile 1941 a Ruvo di Puglia. Il suo interesse per la musica non sfuggì all’attenzione dei genitori, soprattutto del padre Michele, suonatore di sestino, ovvero il piccolo clarinetto in la♭. Decise di iscrivere il piccolo Vincenzo alla Scuola musicale di Ruvo di Puglia, guidata dagli anni ‘20 dai maestri Antonio e Alessandro Amenduni (autori di struggenti pagine funebri eseguite durante la Settimana Santa), e da sempre vivaio di musicisti.
Dopo essersi fatte le ossa e dopo aver raggiunto un livello musicale accettabile, il padre nel 1956 lo fece entrare in qualità di seconda tromba in Si♭ nella banda di Bari, sotto la bacchetta del maestro Gennaro Esposito e della figlia Lina. Le stagioni baresi furono il trampolino di lancio per il giovane Vincenzo che, nel 1957, entrò a far parte del Gran Concerto Bandistico Città di Corato, guidato da Raffaele Miglietta. La prima esperienza coratina durò per Ciliberti fino al settembre del 1962, quando fu arruolato nell’Aereonautica Militare, facendo parte della banda diretta dal maestro colonnello Alberto Di Miniello; congedatosi il 14 febbraio 1964, fu nuovamente scritturato in qualità di flicornino solista dalla banda di Corato con il maestro Miglietta: abbandonò così definitivamente il mondo delle bande militari per vivere da protagonista nelle bande da giro. L’esperienza di Corato durò fino al 1966, per poi passare l’anno successivo alla banda di Trani sotto la direzione del maestro Amerigo Piccione.
Le sue ormai indubbie qualità erano note tra gli addetti ai lavori al punto che nel 1968 cedette alle lusinghe del maestro Michele Marvulli, pianista, direttore d’orchestra e braccio destro di Nino Rota al Conservatorio Piccinni di Bari, che lo volle con sé nella rinomata Banda di Gioia del Colle. Gli anni passati a Gioia del Colle furono anni di crescita e di apprendimento per Ciliberti il quale apprezzava e non poco le qualità pedagogiche di Marvulli che proprio ai solisti spiegava meticolosamente al pianoforte le arie che venivano eseguite.

Ricorda ancor oggi Marvulli: «Ciliberti, è stato grandissimo solista; era uno che studiava… imparava la modulazione della voce e soprattutto voleva sempre conoscere. Più che uno strumento era una voce umana». Grande fraseggio, voce calda, raffinata furono infatti le peculiarità del suono di Vincenzo Ciliberti. Marvulli e Ciliberti rimasero a Gioia, per tre anni consecutivi, scrivendo pagine avvincenti della storica banda.

Nel 1971, dopo l’addio di Marvulli, anche Ciliberti lasciò Gioia del Colle per approdare a Martina Franca, nella locale compagine bandistica, sponsorizzata dalla celebre industria di confezioni “Mondial”: qui ritrovò il maestro Alberto Di Miniello, oramai in pensione. A Martina Franca restò anche il successivo anno, però con il maestro Antonio Reino.

Dal 1973 al 1977 Vincenzo Ciliberti instaurò un nuovo e forte rapporto artistico con la Banda di Gioia del Colle, allora guidata da Pietro Marmino che da giovane si rivelò assieme a Giuseppe Chielli, fra gli allievi migliori del maestro Giuseppe Piantoni, deus ex machina e celebre direttore della storica banda di Conversano. Per onore di cronaca bisogna dire che nell’intervallo di una stagione artistica e l’altra, Ciliberti fece anche parte dell’Orchestra del Teatro “Petruzzelli” di Bari nelle recite di Turandot, Aida, Don Carlos e Bohème.

In seguito, Ciliberti si recò a Lecce e Conversano, sotto la direzione del grande Nicola Centofanti. Dal 1980 al 1982 fu flicornino concertista della Banda di Francavilla Fontana, diretta dal maestro Miglietta e insieme a lui ci furono Cataldo Valerio al flicorno tenore e Cataldo Maggiulli al flicorno baritono. Il sodalizio tra Ciliberti, il maestro Miglietta e gli altri solisti continuò anche nella Banda di Trani nel quinquennio 1983-1987 e anche quando Nino Farì, nel 1987, lo volle assieme al maestro Miglietta, oltreché Valerio e Maggiulli, a essere le punte di diamante del rinascente concerto bandistico “Schipa-D’Ascoli” Città di Lecce. Il rapporto artistico con Miglietta continuò il successivo anno sempre a Lecce, per poi concludersi a Bisceglie negli anni 1989 e 1990.

Nel 1991, lo troviamo nuovamente a Conversano, alla guida di una seconda banda nata in città, sotto la direzione di Nicola Centofanti che, la stagione successiva, lasciò il testimone al grande Gioacchino Ligonzo. Ciliberti e Ligonzo furono confermati anche per la stagione artistica 1993 che non vide la presenza del maestro sul podio, poiché si spense nel novembre del 1992. La scomparsa del Maestro lasciò un grande vuoto tra gli appassionati ed estimatori di banda, ma soprattutto lasciò impreparati gli organizzatori, dal momento che erano stati già preparati manifesti e brochure ritraenti la foto del maestro Ligonzo da esporre durante la festa di Adelfia in onore di San Trifone nei giorni 10 e 11 novembre (festa-vetrina per la Puglia e non solo, in cui le Bande sfilano e si presentano per la stagione successiva).

Fu dunque nel 1993 che la banda passò nelle mani dell’esordiente Angelo Schirinzi e, anche se non riportato dai manifesti, da quell’anno il complesso bandistico prese la denominazione di “Gioacchino Ligonzo”. Sotto la direzione di Schirinzi, Ciliberti suonò fino al 1998, per poi approdare a Gravina di Puglia, alla guida della locale banda con i maestri Antonio Florindo Pizzoleo e Barbara Albani nelle stagioni artistiche 1999 e 2000. Gli anni successivi passò a Giovinazzo e Corato sotto la direzione del giovane e promettente Giovanni Minafra, nel biennio 2001 e 2002, per poi ritornare a Giovinazzo, nell’anno 2003 con Giuseppe De Michele. Proprio a Giovinazzo, Ciliberti chiuse la sua carriera di valido e acclamato concertista. Aveva 63 anni. Attualmente Ciliberti vive nella sua Ruvo di Puglia.

Oggi possiamo riascoltarlo su Youtube o Spotify. La sua biografia è ricostruita e non manca un corredo fotografico. Di seguito i volumi precedenti di “Lost Tapes”: vol. 1 Enzo Lorusso, vol. 2 Santino Di Rella, vol. 3 Nunzio Iurilli, vol. 4 Mimì Laganara, vol. 5 Basilio Giandonato e Alfredo D’Ascoli, vol. 6 Luciano Zotti, vol. 7 Saulle-Pellicani-Sette, vol. 8 Gianni Quin Jolly, vol. 9 Enzo e Dominic Sgarra.

Tra i prossimi lavori di Minafra ci sono il sassofonista Santino Tedone, il solista di banda Antonio Petrone, il pianista Valfrido Ferrari.

venerdì 29 Luglio 2022

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