Politica

Rifondazione comunista Ruvo: «Avanti con Ninni. No alla politica del fango»

La Redazione
«Dov'è finito il tanto ostentato garantismo del Centrodestra? Il Consiglio Comunale di mercoledì è stato utile ai cittadini per rendere chiara e limpida la totale infondatezza degli attacchi al Sindaco»
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In una nota, la sezione ruvese del Partito di Rifondazione comunista manifesta il proprio sostegno al sindaco Pasquale Chieco nei cui confronti i Consiglieri di opposizione hanno proposto istanza di decadenza per presunti conflitti di interesse nella partecipazione alla discussione e votazione del punto 11 odg del Consiglio comunale del 30 marzo scorso ("Verifica quantità e qualità delle aree da destinarsi a residenza, nonché alle attività produttive e terziarie, che potranno essere cedute in diritto di proprietà o concesse in diritto di superficie, ai sensi delle leggi 167/1962 – 865/71 e 457/78 per l'anno 2022"). Istanza respinta con 10 voti contrari della maggioranza e 6 voti favorevoli dell'opposizione che contesta al Sindaco la violazione dell'art. 78, secondo comma Tuel ( ("Gli amministratori di cui all'articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado"). 

«Non diremo che il Consiglio comunale di mercoledì ha fatto chiarezza, perché per noi le idee erano già chiare – si legge nella note di Rifondazione comunista -. Il respingimento da parte del Consiglio Comunale dell'istanza di decadenza del Sindaco Pasquale Chieco non ha fatto altro che confermare ulteriormente la nostra fiducia nei confronti del Primo cittadino.

Le nostre idee erano chiare fin dal momento in cui quei manifesti osceni prodotti dal Centrodestra hanno invaso la città. In quei manifesti è stata espressa una condanna senza appello, utilizzando le modalità comunicative più becere. In questi anni abbiamo imparato a conoscere sui social quello stile comunicativo tipico della destra italiana, utile solo ad acchiappare click, a infangare la reputazione e ad attaccare individui o settori sociali fragili (dai migranti alla comunità Lgbt). Abbiamo conosciuto numerosi esempi di questo modo di fare politica e la disinformazione che genera. Ci chiediamo: è questo il modo di fare politica che attende Ruvo nei prossimi anni?

Può il solo fatto di citare atti pubblici legittimare l'utilizzo di grassetti, virgolettati e titoloni per suggerire associazioni mentali tra i fatti documentali e reati neppure attribuiti dalla magistratura? Si può allestire una campagna a mezzo stampa solo per creare diffidenza verso il Sindaco senza nemmeno conoscere i pareri dei soggetti interpellati? E soprattutto: si può lanciare un attacco di questo tipo e poi provare a smorzare i toni nelle dichiarazioni pubbliche, affermando di voler solo "accertare" e "chiarire" mentre quella campagna mediatica esprimeva già una condanna netta? Dov'è finito il tanto ostentato garantismo del Centrodestra?Pensiamo che il Consiglio Comunale di mercoledì sia stato utile a molti, soprattutto ai cittadini, per rendere chiare e limpide le motivazioni di quanto accaduto e la totale infondatezza degli attacchi subiti dal Sindaco e dalla coalizione.

Perché non esistono uomini soli al comando con al seguito coorti obbedienti, citando l'ormai storica narrazione del centrodestra locale. Esiste un dibattito nella maggioranza, che è costante, schietto e alimentato dalle diverse sensibilità di cui i partiti sono portatori e attraverso le quali sono protagonisti e responsabili dell'azione amministrativa. Dal canto nostro non possiamo fare altro che ribadire la nostra solidarietà e il nostro sostegno all'Amministrazione e ai dipendenti del nostro Comune addosso ai quali si è preteso di gettare quello stesso fango».

venerdì 13 Maggio 2022

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