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Zona Pip, Chieco e conflitto di interessi. Il Centrosinistra: «Dall’opposizione solo calunnie»

La Redazione
«La delibera di consiglio comunale contestata è di tipo ricognitivo come prevede la norma e non entra affatto nel merito della assegnazione dei lotti, il cui valore era stato già determinato con atti del 2020»
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In una nota, la coalizione di Centrosinistra – Partito democratico; Sinistra ruvese; Rifondazione Comunista; Con Ninni Chieco Sindaco; Popolari di Puglia e Movimento 5 Stelle – fa quadrato attorno al sindaco Pasquale Chieco dinanzi alla richiesta di decadenza avanzata dai Consiglieri di opposizione (Forza Italia, Fratelli d'Italia, Alleanza civica per il bene comune, Biagio Mastrorilli). Sussisterebbe, secondo loro, un presunto conflitto di interesse nella partecipazione alla discussione e deliberazione del Primo cittadino al punto 11 iscritto all'ordine del giorno del Consiglio comunale del 30 marzo scorso  "Verifica quantità e qualità delle aree da destinarsi a residenza, nonché alle attività produttive e terziarie, che potranno essere cedute in diritto di proprietà o concesse in diritto di superficie, ai sensi delle leggi 167/1962 – 865/71 e 457/78 per l'anno 2022". Il Sindaco avrebbe violato, secondo  l'Opposizione, l'art. 78 comma 2 Tuel che prevede l'obbligo di astensione dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. E la delibera votata in Consiglio riguarderebbe gli interessi di un imprenditore parente del sindaco Chieco che, in replica, ha definito inconsistente «la manovra orchestrata dall'Opposizione».

«L'attacco al sindaco Ninni Chieco e alla maggioranza consigliare – si legge nella nota del Centrosinistra – evidenzia che lo stile aggressivo e diffamatorio della scorsa campagna elettorale resta ancora la cifra distintiva dell'opposizione che, non avendo ancora una volta argomenti propositivi nel contraddittorio politico, torna ai soliti mezzi per fare scalpore e bloccare l'azione politico amministrativa di questa maggioranza di centrosinistra. La richiesta di decadenza del Sindaco poggia su accuse infondate in fatto e in diritto, depositata con argomentazioni differenti da quelle che subito dopo sono state esposte nelle dichiarazioni pubbliche. La delibera di Consiglio comunale contestata è di tipo ricognitivo come prevede la norma e non entra affatto nel merito della assegnazione dei lotti, il cui valore era stato già determinato con atti del 2020. È paradossale come un atto che promuove la legalità e impedisce un possibile processo speculativo, incentivando l'azione imprenditoriale della zona Pip, venga utilizzato invece per calunniare le più alte istituzioni della città (Sindaco, giunta, consiglieri, segretario generale, direttori di area) e con queste il buon nome dell'intera comunità. Evidentemente un'azione amministrativa corretta e trasparente non è gradita a chi usa il proprio compito politico e istituzionale per delegittimare un risultato elettorale che ancora oggi non è stato metabolizzato. Proprio in un momento in cui l'amministrazione sta ampiamente dimostrando di saper raggiungere risultati ambiziosi e di ottenere finanziamenti che consentiranno di realizzare progetti per la città, questa calunnia non fa che ostacolare la regolare e serena attività degli uffici e della politica. Nella sede opportuna del Consiglio comunale sosterremo l'infondatezza di questa accusa e ribadiremo la nostra determinazione a costruire il futuro di questa città, con la trasparenza di sempre». 

 

venerdì 29 Aprile 2022

(modifica il 17 Maggio 2022, 15:56)

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Michele Palmulli
Michele Palmulli
2022 anni fa

Scusate la mia ignoranza, ma dovesse essere effettivamente dimostrata l'infondatezza di tali accuse, perché non querelare per diffamazione?