Cultura

Piantato l’ibisco per Renata Fonte, Nicola Cesareo: «Simbolo di coraggio e fecondità»

La Redazione
«Ci si dovrà mettere in cammino, trasformare le stanzialità delle nostre menti e corpi in itineranze...Se si vuole provare a fare esperienza di nuove giustizie​»
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Lo scorso sabato 9 aprile, a Serra Petrullo "Angelus Novus", sede della Fondazione "Angelo Cesareo", è stato piantato, lungo il Viale dei Giusti, un ibisco in onore di Renata Fonte, assessora al Comune di Nardò, vittima innocente per fenomeni mafiosi: fu uccisa il 31 marzo 1984 mentre rientrava da una seduta di Consiglio comunale. L'ibisco è stato adottato dall'assessora alle Politiche di Comunità Monica Filograno. Alla cerimonia presenti il sindaco Pasquale Chieco; Sabrina Matrangola, figlia di Renata Fonte; Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di "Libera"; in videocollegamento Rita Miglietta, assessora alle Politiche urbanistiche, Piano verde, Patrimonio del Comune di Lecce. Nel casale ottocentesco, è stata inaugurata la mostra fotografica ''I luoghi di Renata" a cura di Paolo Laku. L'omaggio a Renata Fonte è stato accompagnato dalle musiche del flautista Vincenzo Mastropirro e del violinista Michele Muggeo. Sull'evento una narrazione «come piccoli quadri per rapide pennellate di un sabato con Renata Fonte» è realizzata da Nicola Cesareo, «cittadino osservatore» che non lesina anche amare riflessioni. 

«Ci si dovrà mettere in cammino – scrive -, trasformare le stanzialità delle nostre menti e corpi in itineranze…Se si vuole provare a fare esperienza di nuove giustizie. Una simbolica itineranza abbiamo vissuto sabato scorso lungo il Viale dei Giusti di Serra Petrullo della Fondazione''Angelo Cesareo'' di Ruvo di Puglia. Sul cammino e sui segni di Renata Fonte, assessore di Nardò, madre, donna giusta che, nel rispetto, nella promozione e nella cura delle bellezze della sua terra, Porto Selvaggio, del suo ambiente e del suo paesaggio, ha posto le frontiere della legalità, con il suo impegno e la sua totale dedizione, incondizionato dono.  Soggiornando presso alcune radure e alberi dei Giusti, ci siamo mossi. Un coro di voci e di esperienze di giustizia…In quella itineranza, con noi, la figlia di Renata Fonte, Sabrina con i suoi due ragazzi, e Daniela Marcone, vicepresidente di "Libera", figlia di un altro giusto assassinato, Francesco.
Insieme abbiamo percorso quel Viale sospinti leggermente dal vento che faceva suonare campanellini e sonagli, voci, legati ai tanti alberi e piante. Il giovanissimo Michele Muggeo col violino e Vincenzo Mastropirro col flauto si sono fatti interpreti e anima di quel cammino…

Al tramonto, un grande albero di Ibiscus, simbolo di bellezza delicata e fugace, coraggio e fecondità, dono della Assessora alla Cultura e della Giunta Comunale, ha trovato sua dimora in un'area del Viale, vicino all' "Angelus Novus''. Nella piantumazione di quella nuova vita, il lieve sottofondo di un originale brano musicale per Renata Fonte. La figlia Sabrina Matrangola, Daniela Marcone, Monica Filograno, Corrado De Benedittis, Rita Miglietta, Assessore all'Urbanistica e al Piano Verde del Comune di Lecce (in videocollegamento), ne hanno fatto  testimonianza…Il cielo, col tramonto, si è schiarito. Solo qualche nuvola che corre…Si sono accese le lucciole del Viale… e lontane, altre luci, fioche, quelle delle città e delle strade, hanno iniziato sonnolentemente a brillare…

Ci siamo avviati, con il Sindaco di Ruvo e l'Assessora alla Cultura, con Sabrina e Daniela,  con i tanti ospiti e partecipanti, verso il casale ottocentesco: una mostra, a cura di Paolo Laku, su Porto Selvaggio col suo straordinario paesaggio di terra e mare, ci ha fatto apparire , ancora una volta, col suo ibisco tra i capelli, l'immagine di Renata, "genius loci" di quel parco. A sera, dolci pasquali, con Flora e Rosanna, ci hanno aiutato a sognare… Diverse e belle le presenze dai paesi viciniori…Anche il sindaco di Corato (Corrado De Benedittis,ndr)…Anche Donato Laborante, cantastorie altamurano…». Nell' affondo, Cesareo scrive: «Indaffarati in eterne quarantene della vita,  segnavano la loro assenza, invece, le varie associazioni dall'istinto "pavloviano", le diverse nostre "confraternite" e ombelichi dei saperi e della cultura,  quelle altre menti fervide e abitudinarie, i  rappresentanti della comunità…Marcavano la loro estraneità le scuole e i docenti…I tanti nostri ambientalisti…Ma forse non era ancora  domenica…Forse per molti, il nostro, non è ancora un paese di ibischi…».

 

mercoledì 13 Aprile 2022

(modifica il 17 Maggio 2022, 16:01)

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