Cultura

Vincenzo Mastropirro: «Sempre viva l’emozione di portare la mia “Mater Dolorosa” a Ruvo»

Veronique Fracchiolla
Veronique Fracchiolla
Lo Stabat del poeta e flautista ruvese, che ha debuttato 22 anni fa in città, aprirà il filone concertistico pasquale sabato 2 aprile, alle 20.30, al Nuovo Teatro Comunale di Ruvo di Puglia
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Sarà il palco del Nuovo Teatro Comunale di Ruvo di Puglia a riaccogliere, a ventidue anni dalla prima nella Cattedrale, “Mater Dolorosa”, lo Stabat per musica e voci recitanti composto dal poeta e flautista Vincenzo Mastropirro. Lo spettacolo è presentato dall'associazione "Zoltan Kodaly" di Bitonto ed è patrocinato dal Comune di Ruvo di Puglia, nell'ambito della rassegna "Ruvo a primavera".

"Mater Dolorosa" narra la Passione e morte di Cristo attraverso il dolore di Maria, simbolo supremo del dolore di una madre che perde il proprio figlio e di sofferenza universale. Suddiviso in nove “stazioni” ispirate ad altrettante antiche laudi dialettali pugliesi  (Mater Dolorosa, Gran rimore, Festa, Daf, Figlio mie, Crucis, Mamma Mari’, Preghiera-Finale), lo Stabat è la summa della sontuosa tradizione bandistica del Sud, della sperimentazione di diversi generi musicali nonché dell’arcaico repertorio di musiche e canti popolari della Puglia. Ne parliamo con l’autore che non tradisce l’emozione di inaugurare, sabato 2 aprile, il ricco filone concertistico pasquale ruvese, soprattutto a seguito dei due anni “più duri” della pandemia Covid-19.

«Sono trascorsi almeno 6/7 anni dall’ultima replica di "Mater dolorosa" – l’ultima replica a Ruvo da almeno 10 anni – e sono davvero emozionato nel riproporla nella mia città, specialmente in questo splendido Teatro che Michelangelo Campanale, Katia Scarimbolo, Isa Pellegrini e tutta la compagnia La Luna nel Letto, con la loro tenacia, hanno voluto impegnando tutte le proprie forze, con il supporto dell’Amministrazione comunale. Poi che dire? Suonarla dopo la lunga “pandemia” ha una valenza in più, un significato più profondo. Per questo ringrazio tutti, dall'Amministrazione ai musicisti, agli attori e tecnici per questa possibilità». 

Quando è nata “Mater dolorosa”? «Faccio un salto al 2000. Ho impiegato tutte le mie forze intellettive e fisiche per portare a termine questo progetto perché vi assicuro che comporre, realizzare e incidere questa opera è stato un lavoro faticoso. Era da tempo che avevo in mente di scrivere uno Stabat inerente alla tradizionale Settimana Santa, particolarmente sentita in Puglia e nel meridione tutto. Trae ispirazione da alcune laudi in dialetto pugliese mirabilmente raccolte dal massafrese prof. Orazio Santoro e riprese in un libro del ruvese Franco Di Palo (Stabat Mater Dolorosa, Schena 1992). Dopo la prima ruvese, a Pasqua 2003, con il Mastropirro Ermitage Ensemble, ebbi l’opportunità di suonarla nel cantiere del Teatro Petruzzelli con l’installazione del compianto Franco Sannicandro, in diretta televisiva su Antenna Sud. Nel 2013, inoltre, è stato pubblicato anche l'omonimo cd (Digressione Musica)».

Nello spettacolo del 2 aprile, che sarà replicato il giorno successivo a Molfetta, nel Museo Diocesano, il Mastropirro Ermitage Ensemble, composto da 30 musicisti, sarà affiancato dall’Orchestra Filarmonica Pugliese, la cui direzione organizzativa è affidata a Giacomo Piepoli («che ringrazio tanto per la collaborazione»). Tra i protagonisti il soprano Marilena Gaudio,  gli attori Francesco Tammacco e Rosa Tarantino. 

"Mater dolorosa" è anche un percorso di ricerca nella tradizione bandistica, nel jazz nonché nel patrimonio letterario dialettale del Sud. Un percorso arricchente per chi lo intraprende e per chi vi è accompagnato.

«Ho il momento della Settimana Santa Pugliese, in particolare quella di Ruvo, Bitonto, Molfetta, Bisceglie e altre città, nel cuore per il pathos che si crea tra sacro e profano. La banda e le sue marce funebri sono la colonna sonora perfetta per le processioni che sfilano nei borghi antichi dei nostri paesi richiamando una storia passata ma indelebile e sempre viva.  Da musicista, però, non ho voluto “ri-scrivere” e “ri-calcare” quello che hanno fatto i grandi Maestri del passato: i fratelli Amenduni, Porto, Carella, Valente,  La Rotella; mi sembrava un esercizio forzato dopo aver ascoltato quelle meraviglie ma ho voluto spingermi in una contemporaneità che avesse a che fare con la mia formazione musicale che va dalla banda alla musica classica, contemporanea, dal pop, al rock, al jazz. Qualcosa che abbracciasse tutti i linguaggi concentrati in una sintesi che spesso mi viene riconosciuta dalla critica. Il tutto a sottolineare ed esaltare testi estratti dai “Venerdì Santo” nel dialetto della provincia di Taranto e che cantano le prefiche durante le processioni. Quest’anno, proprio in questo periodo difficile tra pandemia e guerra – parola orribile –  vedo alcune coincidenze involontarie. La prima coincidenza che salta all’occhio vede la mia musica estremamente viscerale legata all’immagine del dolore di “Mamma Mari’ “ che perde il proprio figlio per la rinascita del mondo; l’uomo che 2000 anni fa morì in nome della pace, utopia quanto mai attuale da inseguire ogni istante della nostra vita, per sempre “…nei secoli dei secoli…”. Oggi c’è invece un altro uomo o ci sono tanti uomini piccoli piccoli che, in virtù di un personale potere più o meno riconosciutogli, hanno deciso di massacrare popoli di nazioni inermi in nome di una  guerra indegna e incivile. Durante il concerto, infatti, saranno proiettate opere fotografiche del mio amico Mauro Ieva a sottolineare proprio questo difficile momento.  Ma la guerra è una storia che si ripete da sempre senza scampo». Come da sempre, tuttavia, si rinnova il miracolo della pace e della rinascita.

“Mater Dolorosa”, di e con Vincenzo Mastropirro sabato 2 aprile, alle 20.30, al Nuovo Teatro Comunale di Ruvo di Puglia. Orchestra Filarmonica Pugliese (Archi) & Mastropirro Ermitage Ensemble. Con Vincenzo Mastropirro: composizione/direzione/flauto; Francesco Tammacco, Rosa Tarantino voci recitanti; Marilena Gaudio: soprano;  Emanuele Maggiore: flicorno sopranino;  Nicola Pisani: sax soprano; Vito Ottolino: chitarra elettrica; Anna Maria Giangaspero: arpa;  Antonio Piccialli: clavicembalo/pianoforte; Paolo Montaruli basso elettrico; Antonio Dambrosio: drums/percussioni.

venerdì 1 Aprile 2022

(modifica il 17 Maggio 2022, 16:04)

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