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Tatiana, Polina, Yari e il grande cuore dei ruvesi. Piccole e grandi storie di accoglienza

Veronique Fracchiolla
Veronique Fracchiolla
​A Ruvo di Puglia ci sono 24 profughi ucraini, 11 donne e 13 minori: sono stati accolti da famiglie ruvesi e da associazioni. Tra loro la Fc Di Domenico nonché Biagio e Rosalba Pellegrini
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La tristezza e la paura negli occhi delle donne, dei ragazzi e dei bimbi fuggiti dalla devastata Ucraina in guerra sono attenuate dalla luce della gratitudine  e della speranza dinanzi al calore con cui sono accolti in molte città italiane. Tra queste Ruvo di Puglia dove sono giunti 24 profughi – 13 minori e 11 donne – e ne sono attesi altri.

L’assessore al Benessere e alla Giustizia sociale, Nico Curci, ha sottolineato come sarà cura di tutta l’Amministrazione e dei ruvesi garantire ai profughi un soggiorno sereno, che restituisca parte della quotidianità interrotta il 24 febbraio, quando i carrarmati russi hanno violato i confini dell’Ucraina, costringendo all’evacuazione dei territori migliaia di persone, tra cui donne, bambini e anziani.

Come è avvenuto con il piccolo Yari, accolto nella scuola di calcio della Fc di Fabio Di Domenico. «Il diritto allo sport, il diritto al gioco, il diritto di essere bambino sono priorità che nessuna guerra dei grandi dovrebbe mai ledere» ha spiegato il giovane allenatore e, sulla pagina della società, ha raccontato brevemente del primo incontro tra gli allievi e Yari: è stato, naturalmente, accolto con calore. «Yari mi ha detto: Coach, I speak little english” e io ho risposto “Don’t worry. We learn ukrainian language”». Un’altra storia di accoglienza è quella narrata da Biagio e Rosalba Pellegrini che hanno accolto Tatiana e sua figlia, la piccola Polina. «È stata una scelta irrinunciabile di fronte a due persone devastate dalla guerra, dalla visione di case distrutte e vittime» confidano Biagio e Rosalba, da sempre concretamente protagonisti nei campi della solidarietà e dell’accoglienza.

 Come altri, hanno accolto l’invito del sindaco Pasquale Chieco a ospitare temporaneamente nelle proprie abitazioni i profughi in attesa delle procedure di attivazione del Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero degli Interni. «Abbiamo consultato i nostri figli e le rispettive famiglie i quali sono stati d’accordo nell’accogliere in casa due profughe che hanno percorso quasi tremila chilometri  per cercare conforto e sicurezza. E con noi li hanno trovati» sottolineano i due coniugi. «Polina ha subito instaurato un buon rapporto con i nostri nipotini; anzi, è stato come se conoscessero da tempo». All’inizio, c’era un po’ di difficoltà nella comunicazione e nel trovare una convergenza nei ritmi legati a diverse esigenze: alla fine è stata raggiunta una buona armonia. Polina frequenta la scuola d’infanzia del I circolo didattico “Giovanni Bovio” che l’ha accolta, con doni e affetto lo scorso 16 marzo, in occasione della manifestazione “In piedi, costruttori di pace”, organizzata dal II circolo didattico "San Giovanni Bosco" in piazza Matteotti.  “Benvenuta, questo è il nostro saluto”, il colorato messaggio di accoglienza dei piccoli compagni.  «Un respiro di gioia e familiarità anche per Tatiana» commentano Biagio e Rosalba che aggiungono: «Loro sono parte della nostra famiglia».

venerdì 25 Marzo 2022

(modifica il 17 Maggio 2022, 16:07)

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