Cronaca

A Parco Mennea il corbezzolo Corradino chiede: «Innaffiami, grazie»

Veronique Fracchiolla
Veronique Fracchiolla
Il corbezzolo è stato piantato dalle maestre, dai ragazzi e dai genitori delle classi 5 A e B del I Circolo didattico "G. Bovio" che invocano, inoltre, la regolamentazione della donazione di alberi
scrivi un commento 606

Un anno fa, a Berlino, è nata Giess den Kiez ("Annaffia il tuo quartiere") una piattaforma promossa da Citylab per migliorare la vivibilità della città. Su una mappa interattiva gli utenti rintracciano i 625mila alberi di Berlino, di cui sono indicati specie, età e fabbisogno idrico, e li innaffiano a seconda delle esigenze. In questo modo si instaura un legame tra gli uomini e le piante e si sviluppa il senso della cittadinanza attiva a tutela dell’ambiente in città. 

A Ruvo di Puglia le maestre e i genitori delle classi 5a A e B del I circolo didattico “Giovanni Bovio”, per suggellare i cinque anni trascorsi e il passaggio a un nuovo capitolo di vita per i ragazzini, hanno dato vita a un’iniziativa, concordata con Antonio Mazzone, consigliere delegato all’Ambiente, che evoca l’esperienza berlinese. A Parco Mennea hanno piantato “Corradino”, un corbezzolo simbolo del Risorgimento italiano per il verde delle foglie, il bianco dei fiori e il rosso dei frutti che dona nel solstizio d’inverno. Accanto a Corradino, pianta della macchia mediterranea, è stato collocato un secchio su cui è scritto “Innaffia l’albero, grazie” rivolto a chiunque vi passi accanto, sollecitandolo a un gesto di cura e responsabilità nei confronti dell’albero, affinché superi la stagione estiva.

«L’augurio dei genitori – spiega uno di loro – è quello che, terminati i colloqui virtuali in chat ci si possa continuare a frequentare nella vita reale, magari all’ombra del corbezzolo. Vogliono che i loro figli, ormai adulti, passino da sotto quell’albero e ricordino le voci, i canti e le risate che sono risuonati a Parco Mennea quando l’hanno piantato».

Un atto formativo e di lunga visione che è anche l’invito ad avere cura del verde e degli spazi pubblici urbani. Tra i parchi che necessitano di una particolare attenzione, c’è il Punto e Virgola, in via Caduti di tutte le guerre, attualmente chiuso, coi suoi alberi da frutto non curati, i suoi lampioni di cui si intravedono pallidamente le decorazioni, il suo campo da bocce abbandonato. 

«Si tratta di strutture importanti per il benessere della Città – spiegano gli organizzatori -, perché offrono una serie di servizi ecosistemici, tra i quali non ci sono solo la cura dell’ambiente, ma anche lo svago e l’educazione. Il periodo di pandemia e di lockdown, con il desiderio di aria e di spazi aperti che ci ha provocato, ne ha evidenziato ancora di più la loro utilità. E allora non può essere una questione da demandare solo ai tecnici della città. Deve far parte, prima di tutto, della cultura di ogni cittadino che può avere un ruolo importante compiendo una serie di piccole azioni».

Tuttavia, non manca la sollecitazione alle Istituzioni affinché provvedano a un’accurata gestione del verde e dei parchi nonché alla valorizzazione delle eccellenze monumentali: proprio su quest’ultimo punto si è concentrata l’attenzione del mondo politico ruvese che chiede l’iscrizione dei tigli di corso Cavour, dei cipressi di via Ugo Foscolo e del cedro Deodara in piazza Bovio nell’Elenco nazionale degli alberi monumentali.

Il verde è un tema molto caro ai ruvesi. Diversi anni fa, l’associazione Apuliae Terrae chiese che venisse applicata la legge 10/2013, “Un albero per ogni persona nata”,  che obbliga i Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti a piantare un albero per ogni nuova iscrizione all’Anagrafe comunale, quindi per ciascuno che nasce o che arriva in adozione. A oggi, pochi Comuni l'hanno applicata. Il sindaco Pasquale Chieco, di intesa con il consigliere Antonio Mazzone, qualche anno dopo, su richiesta della piccola Giorgia, assicurò che l’Amministrazione si sarebbe messa subito al lavoro «per individuare le aree dedicate, definire l’elenco delle specie arboree». Inoltre, per recuperare il tempo perso sarebbe stato piantato un numero di alberi almeno pari alle nascite, a partire dall’entrata in vigore della Legge. Imprese e privati cittadini hanno, inoltre, adottato aiuole e risale a qualche anno fa la donazione, da parte di privati e associazioni ruvesi, di 44 essenze che, insieme agli altri dieci del Comune, furono piantumate lungo i corsi e in aiuole urbane. Per questo gli organizzatori invocano una regolamentazione delle donazioni di verde fatte dai cittadini e imprese.

venerdì 9 Luglio 2021

Argomenti

Notifiche
Notifica di
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti