Cultura

Luisella Cantatore: «Corona è il simbolo della vittoria sul Covid»

Veronique Fracchiolla
Veronique Fracchiolla
"Corona" è una scultura in bronzo (altezza 29 cm), realizzata nel 2020, con la tecnica della fusione a cera persa, che farà parte del prestigioso Catalogo dell'Arte Moderna Giorgio Mondadori
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Ieratico e sereno è il volto di donna, “Corona”, scolpito da Luisella Cantatore, artista  ruvese che, nel tempo del Covid 19, ha sublimato  tensioni, paure e speranze nell’atto del creare. 

“Corona” è una scultura in bronzo (altezza 29 cm), realizzata nel 2020, con la tecnica della fusione a cera persa, che farà parte del prestigioso Catalogo dell’Arte Moderna Giorgio Mondadori.

Ne parliamo con Cantatore.

“Corona” tra le opere di arte contemporanea inserite in uno dei cataloghi più quotati del settore: un motivo di orgoglio per lei.

«Sì, la redazione mi ha contattata appena ha visto la mia opera: per me è stata una gioia immensa ricevere i loro complimenti e accettare l'invito per la pubblicazione della mia nuova creatura su un catalogo così prestigioso».

Chi è Corona?

«"Corona" è un'opera scultorea che nasce dall'ispirazione all'attuale dramma che ha colpito il nostro pianeta: la pandemia di Covid-19, la cosiddetta malattia da nuovo Coronavirus.

I coronavirus prendono il nome dalla loro particolare forma che, osservandoli al microscopio, ricordano appunto una corona. Nell'opera è rappresentata la testa di una donna dai tratti somatici asiatici che evocano la Cina, luogo da cui è partito il contagio.

La superficie del capo della donna è decorata dal virone e dalle proteine "spike" (dall'inglese "spuntone", "punta"): è evocata la morfologia del coronavirus e, al contempo, la forma di una corona. Il capo della donna, però, è ricoperto solo in parte dalla particella infettiva virale: questo significa che essa è stata neutralizzata.

Per questo la donna ha un’espressione serena: il suo sorriso è simbolo di guarigione, di vittoria sul virus. Lei è una divinità, una regina, un’entità superiore che sembra dire: "Abbiate fede, tutto si risolverà"».

Cantatore è una pittrice iperrealista. “Cunizza”, nudo femminile dedicato a Cunizza da Romano, lo spirito che Dante, nel IX Canto del Paradiso, incontra  nel cielo di  Venere, fa parte della nuova edizione della Divina Commedia, ideata e curata dal critico d'arte Giorgio Gregorio Grasso, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e in mostra nelle più importanti città italiane. Questa volta ha privilegiato la materia, la scultura. Perché?

«La tridimensionalità – spiega – evidenzia con estrema chiarezza ogni dettaglio di un soggetto rispetto alla bidimensionalità di un dipinto. Essendo "Corona" un'opera surreale, dunque già complessa da decifrare, ho ritenuto opportuno agevolare l'osservatore attraverso il tuttotondo affinché comprendesse meglio il senso dell'opera.

Per me è fondamentale che il messaggio arrivi più chiaro possibile, non è un caso sia anche una pittrice iperrealista. Quando ci sono grandi contenuti da trasferire, il desiderio di essere essoterica prevale sul fascino dell'esoterismo».

Racconti il processo di creazione di “Corona”

«Il processo di lavorazione per realizzare una copia in bronzo del modello originale è lungo e articolato; la tecnica si chiama "fusione a cera persa". Ho incominciato modellando l'argilla con le mani, le spatole, le stecche e le mirette.

Ottenuto il modello iniziale in argilla, è stato realizzato in fonderia uno stampo o negativo in gomma siliconica. Nello stampo è stata versata la cera liquida per ottenere una copia positiva perfettamente uguale all'originale.

Tornata nelle mie mani, ho ritoccato e rifinito la cera con fiamma ossidrica e spatole specifiche. I maestri della fonderia a questo punto hanno installato dei rami di alimentazione, essi stessi in cera, che serviranno alla colatura e allo scorrimento del bronzo.

Il tutto è stato ricoperto di materiale refrattario fino a formare un parallelepipedo e che rappresenta la forma entro cui verrà versato il metallo liquido. Questo parallelepipedo, chiamato forma, viene introdotto in un forno. Staziona per una settimana a 600 gradi centigradi. Questo tempo è necessario per la cottura della forma e per la evaporazione di tutta la cera in essa contenuta. La cera evaporando lascia il vuoto all’interno della forma refrattaria con la riproduzione in negativo dell'opera e con i rami di colatura.

A questo punto il bronzo fuso viene versato all’interno della forma refrattaria fino a riempire tutti gli spazi lasciati liberi dalla cera precedentemente evaporata. Dopo il raffreddamento della forma, il getto fuso viene liberato del refrattario che la circonda, portando a nudo la fusione grezza.

La scultura fusa viene liberata dai condotti tagliandoli con seghe e mole a disco, sgrossata e ripulita torna nelle mie mani per la rifinitura. Con l'ausilio di lime, tele abrasive, trapani con punte abrasive e lucidanti ottengo un effetto a specchio come per un vero e proprio gioiello di oreficeria.

L'ultimo passaggio, che ha concluso questo lungo e meraviglioso viaggio è stata la verniciatura finale trasparente, necessaria per bloccare l'ossidazione naturale del bronzo, e farlo risplendere di un bellissimo color oro».

Un racconto necessario quello del processo di creazione perché sin dai primi tocchi, l’opera in fieri si è animata. Osservandola nelle varie fasi, si ha la sensazione che sia in tensione, soffra sino alla catarsi finale, al raggiungimento della serenità.

Quale messaggio dà Corona?

«Corona nasce dal mio innato ottimismo e dal desiderio di confortare gli animi afflitti dalle innumerevoli paure sorte all'inizio della pandemia. Corona è un messaggio di speranza per l'umanità: sconfiggeremo il virus e sopravviveremo».

https://www.facebook.com/cantatoreluisella

sabato 3 Luglio 2021

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