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Olio, prezzi troppo bassi nella grande distribuzione

La Redazione
Troppo bassi i prezzi dell'olio extravergine di oliva nella grande distribuzione, secondo Coldiretti Puglia che oggi, a Roma, incontrerà il Sottosegretario alle Politiche Agricole
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Troppo bassi i prezzi dell’olio extravergine di oliva sugli scaffali della
grande distribuzione: si alimentano pesanti distorsioni dal campo alla tavola. È
quanto sottolinea Coldiretti Puglia, che oggi, a Roma, incontrerà il
Sottosegretario alle Politiche Agricole.

«I prezzi di olive e olio già a inizio campagna sono al di sotto dei costi
di produzione. Un onere che spesso ricade sui produttori per effetto delle
distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera, a causa
degli evidenti squilibri di potere contrattuale. A rimetterci è l’anello più
debole della filiera», denuncia Savino
Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Accanto alla formula tradizionale del “3×2 “e ai punti a premio – continua
la Coldiretti – si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse
catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti, dalle
vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i
prodotti alimentari venduti in offerta più frequentemente ci sono – precisa la
Coldiretti – quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare
sulle tavole degli italiani e hanno un effetto calamita sui clienti a partire
proprio dall’olio di oliva.

Fondamentale intensificare l’attività di controllo e vigilanza anche per
evitare che siano spacciati come nazionali prodotti importati ma – conclude la
Coldiretti – è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva
(UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali per ristabilire
condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli
alimenti, con l’introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi
rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.

«Per questo occorre approvare la proposta di riforma dei reati alimentari
presentata dall’apposita Commissione presieduta da Gian Carlo Caselli,
presidente del comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie
promosso dalla Coldiretti», dice Muraglia.

«I contratti tra gli attori che operano lungo le filiere del cibo – conclude il Presidente – sono presupposto di valore per le produzioni locali, di
remunerazione dignitosa per gli imprenditori agricoli e di qualità per i
consumatori. Un investimento sicuro, insomma, per il futuro dell’agricoltura».

venerdì 22 Novembre 2019

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