Cultura

“Pezzecatìdde” di Vincenzo Mastropirro si aggiudica il “Premio Ischitella – Pietro Giannone”

Giuseppe Tedone
Il titolo «è legato a un ricordo d'infanzia, quando conobbi un sacerdote, don Mario Iurilli, che chiamava tutte le persone con quest'intercalare, a ricordarci che in questo mondo non siamo nessuno»​
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Ognuno di noi, chi più chi meno, durante le sue giornate tende a usare termini dialettali. Parecchi anni fa, il dialetto era una lingua molto diffusa, lo si parlava prevalentemente in famiglia, poi con il passare degli anni la situazione è evoluta. Eppure la città di Ruvo di Puglia può vantare un vero e proprio artista del genere, Vincenzo Mastropirro, ormai conosciuto anche a livello nazionale. Ha infatti vinto la XVI edizione del Premio Ischitella – Pietro Giannone 2019, in cui ognuno dei partecipanti ha presentato una raccolta di poesie nel dialetto della propria città, ottenendo il primo posto con Pezzecatìdde”.

Per chi non conosce Vincenzo Mastropirro, si definisce un poemusico (poeta e musicista), ed è un artista a 360°. Nella sua carriera ha vinto diversi concorsi di musica, fino a fondare nel 1989 insieme a Giambattista Ciliberti e Antonino Maddonni il Trio Mauro Giuliani“, composto da flauto, clarinetto e chitarra, con un repertorio che va dal classico al contemporaneo. Nel 1993 è entrato a far parte della “Banda di Ruvo“, suonando principalmente le marce funebri durante la Settimana Santa, ma anche esibendosi nei più importanti teatri europei.

Non finiscono qua le sue iniziative, infatti nel 1997 fonda il “Mastropirro Ermitage Esemble“, una compagnia che vanta la collaborazione con alcuni poeti come Alda Merini, Vittorino Curci e Anna Maria Farabbi, ma anche con artisti jazz del calibro di Patrizia Nasini, Roberto Ottaviano e Gianni Coscia. Per quanto riguarda la poesia, ottiene tantissimi riconoscimenti letterari.

«Il Premio Ischitella – ci ha raccontato – è uno dei massimi premi letterari sui dialetti d’Italia, che hanno una predisposizione ad essere portati anche in forma artistica. Nell’ultimo ventennio è nata una serie di neodialettali, che propone la lingua non come atto folkoristico, ma come un’azione culturale di recupero, unendovi anche elementi contemporanei. La particolarità di questo premio è che ogni raccolta di poesia deve essere organica, avere una consequenzialità nella sua composizione, e proprio in ciò consiste la verà difficoltà nel vincerlo.

In passato ho partecipato quattro volte a questo concorso, in due sono arrivato tra i finalisti senza ottenere il massimo risultato, proprio per questo ci tenevo a ottenere finalmente il primo posto. Posso vantare anche il record di essere stato il primo pugliese! La premiazione sarà il 6 e il 7 settembre a Ischitella.

Sono un musicista di professione, e adoro la poesia da sempre, a casa ho circa 500 testi di poesia – prosegue Mastropirro -. Poi nel tempo ho musicato testi di grandissimi poeti e non mi sono mai approcciato al testo, perchè penso che la poesia sia un’arma a doppio taglio, ossia puoi scrivere delle cose veritiere così come possono essere scritte delle fesserie, infatti in Italia vengono riconosciuti quasi cinque milioni di poeti; è giusto che tutti abbiano il diritto di scrivere, ma l’essenziale è sapere, quando si passa al setaccio, se quello che viene riportato può essere considerato, rientrando nella forma artistica di un certo livello oppure se risultano delle banalità.

Rispetto ad altri artisti, io mi sono appassionato alla poesia in età adulta, a 45 anni. Tutto è cominciato nel lontano 2007, partecipando a Mezzago, in provincia di Monza, al concorso “Poesia Mezzago Arte“, nella cui giuria era presente il poeta Franco Loi. Ero in gara con cinque poesie e riuscii a ottenere il primo posto. Lo stesso Loi, con il passare del tempo, mi ha sempre incoraggiato, fino a ottenere una quarantina di riconoscimenti. Recentemente ho anche partecipato al Salerno Letteratura Festival, accettando subito l’invito ricevuto dal direttore artistico». Proprio oggi, 5 luglio, il poemusico ruvese è ospite di un’altra rassegna letteraria molto importante che si svolge a Roma all’Isola Tiberina, per una lettura poetica insieme ad altri colleghi.

Sul nome della raccolta, Pezzecatìdde, «avevo pensato alla briciola umana – spiega – , ma è legato anche a un ricordo d’infanzia, quando conobbi un sacerdote, don Mario Iurilli, un amante della musica, ci incontravamo spesso facendo parte di un’associazione musicale, lui chiamava tutte le persone non per nome e cognome ma pezzacatìdde, usava quest’intercalare a dimostrazione che in questo mondo non siamo nessuno, e a me è rimasto molto in mente, ho pensato che questo titolo si addice moltissimo alla mia collezione.

Sono convinto che in quest’occasione la giuria abbia premiato la mia raccolta (contenente 30 poesie) per la sua organicità, sicuramente anche il titolo è stato determinante nel rappresentare la sintesi della nostra vita. Sono orgoglioso di rappresentare Ruvo, anche se non sono molto conosciuto in città, perché la poesia ha una piccola nicchia, poi io vivo a Bitonto perché mi sono sposato lì e insegno a Bisceglie da 35 anni in un corso di indirizzo musicale nella scuola secondaria Riccardo Monterisi. Non nego che quando ci sono state delle mie esibizioni, a Ruvo, non c’è mai stato un buon seguito, c’erano circa una trentina di persone, ma va benissimo anche così. Un ringraziamento vorrei farlo al mio caro amico Pino Minafra che ha dato a me e al mio gruppo l’onore di aprire l’edizione 2019 del Talos Festival il prossimo 31 agosto. Sarà un’esibizione nella quale non mancheranno le incursioni poetiche».

Infine gli chiediamo a chi dedica questa importante vittoria. «La dedica la faccio principalmente a mia madre, perché è grazie a lei se è nato questo mio rapporto speciale con il nostro dialetto».

venerdì 5 Luglio 2019

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carminegiuseppe.cascarano@unimib.it
carminegiuseppe.cascarano@unimib.it
3 anni fa

Caro Vincenzo, ti faccio le mie congratulazioni per la tua innata verve poetica senza dimenticare anche le tue doti di eccellente flautista.Spero quanto prima di leggere qualche tuo capolavoro.
Un caro saluto affettuoso da un amico di sempre Giuseppe Cascarano (Sebastiano)