Spettacolo

Livio Minafra felice di essere “profeta in patria”

Raffaella Anna Dell'Aere
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Sole Luna
Ninni Chieco:« Un momento di arte che poteva succedere in qualsiasi parte del mondo»
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«Sono felice di aver invitato tanti amici e sono felice di sentirmi “profeta in patria”». Esordisce così Livio Minafra al primo appuntamento del “Wanda Landowska Piano Festival 2017”. Il PianoSolo dell'artista rende «immortale tutto», le emozioni marcate, infrante sui confini dei luoghi e dei suoni, lasciano nascere la musica in una serata fusa tra le parole, i pensieri,  le voci dei bambini.

Il dinamismo musicale del pianista ha viaggiato per città, nazioni e continenti in una manciata di ore, catalizzando un vasto bagaglio di relazioni tra la platea del Teatro comunale e il palco colorato di oggetti, in contrasto col nero e bianco del pianoforte e della scenografia.

Le abili mani di Livio Minafra hanno trasformato leggeri e possenti tocchi sui tasti nella creazione sonora dei suoi brani più noti, tratti dagli album “Sole Luna” e “La Fiamma e il Cristallo”: “Sarajevo”, “Cerbiatto”, “Bulgaria”, “Campane”, “Cum grano salis”.

Introdotto da Margherita Porfido, musicista e organizzatrice del Festival dedicato alla celebre clavicembalista polacca Wanda Landowska, vissuta tra l'800 e il '900, Livio Minafra sfodera una vera e propria dialettica fatta di parole e note musicali. Un fiume in piena, in perfetta sintonia col pubblico nella produzione di effetti speciali improvvisati, come nell'esecuzione del brano “La pioggerellina di Bogotà” o nell'accompagnamento vocale in “Bom dia”.

L'ardente esecuzione di “Muezzin”, incorniciata dalla speciale tessitura luminosa di Michelangelo Volpe, ha due significati per l'artista, «la tragedia ancora attuale degli immigrati e la riscoperta delle radici. È una piccola preghiera, una invocazione, una maniera per non dimenticare».

Il pianeta dei più piccoli viene spesso chiamato in causa durante tutta la serata. «Anche le voci dei bambini, qui stasera, vanno a integrarsi e non a scontrarsi con la musica. É il mio modo di vivere il jazz  perchè incontra, improvvisa, è curioso», sostiene Minafra. E mentre Il brano “Choo choof” prende corpo, riportando alla memoria il suono del treno come nel linguaggio infantile, il pianoforte viene invaso dai giocattoli.

“Nella notte il cristallo” completa l'opera delle emozioni donate dal pianista, che termina col bis tinteggiato di raffinata improvvisazione, l'arte che contraddistingue l'abilità eclettica di Livio.

Il sindaco Ninni Chieco, presente alla serata con l'assessore alle politiche culturali Monica Filograno, ribadisce: «Ascoltavo chiudendo gli occhi, ma io potevo essere in qualsiasi parte del mondo, a Berlino o a Londra, un momento di arte che poteva succedere in qualsiasi parte del mondo».

Il secondo appuntamento del Festival è stasera alle 20 sempre presso il Teatro comunale, con ingresso gratuito, con lo spettacolo dedicato alle musiche di Tchaikowsky e Rimsky Korsakov interpretate da Gianna Valente e Imma Larosa al piano, con la danza di Mimma Di Vittorio e coreografia e regia di Anna Moscatelli

domenica 26 Marzo 2017

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