Cronaca

Sgominata la banda dei furti di rame, arrestati quattro bitontini

La Redazione
Operazione notturna dei Carabinieri che perlustravano la strada ferrata. I cavi rubati restituiti a Ferrotramviaria
scrivi un commento 513

Nel corso della scorsa nottata, nelle campagne di Bitonto, lungo la strada ferrata della linea Bari nord, i Carabinieri del Nucleo operativo di Molfetta e della locale stazione, grazie a un capillare servizio di controllo del territorio, hanno arrestato in flagranza di reato quattro bitontini, denunciandone altri tre, perché accusati di furto di rame.

E’ da poco passata la mezzanotte quando giunge un allarme al numero d’emergenza 112  che segnala un’interruzione di corrente lungo la ferrovia che collega Bari a Bitonto, poco fuori il centro abitato di quest'ultima. I ladri sono però ignari che, allo scopo di frenare il crescente fenomeno dei furti e dei danneggiamenti dei cavi di rame ai danni delle Ferrovie dello Stato e della Ferrotramviaria, da diverse notti vengono svolti continui servizi di appostamento e appiattamento nelle campagne da parte di personale del Comando provinciale Carabinieri di Bari e in particolare della Compagnia di Molfetta lungo la strada ferrata che attraversa diversi importanti comuni del Nord barese.

Vengono intercettati cinque individui, riconosciuti immediatamente perché volti ormai noti alle forze dell’ordine, che, nonostante la presenza dei militari, riescono a raggiungere un'autovettura Alfa Romeo 147 di colore grigio, risultata successivamente rubata qualche giorno prima a Molfetta, nascosta fra gli alberi, per darsi alla fuga. Appesi al gancio di traino del mezzo ci sono già circa 400 metri di cavi di rame sguainato. Ne nasce un inseguimento nelle campagne, fra gli alberi di ulivo; un militare rischia l'investimento, che evita solo grazie a una mossa repentina.

Vistisi braccati, i ladri abbandonano l’auto e il prezioso carico, dividendosi. Passano però pochi minuti e una pattuglia del 112 blocca, a qualche centinaio di metri, a bordo di una Fiat Punto di colore bianco condotta dal padre di uno dei ladri: tre dei fuggitivi non possono fare a meno di arrendersi. Mancano all’appello due dei cinque autori del furto, ma anche questi ultimi hanno i minuti contati. Sono infatti le 2.30 circa quando i giovani, a bordo di un'altra Punto stavolta verde, in uso a uno di loro, vengono intercettati nei pressi della loro abitazione; ne nasce un ulteriore inseguimento che consente a uno dei ladri di darsi alla fuga, mentre il conducente viene bloccato e portato in Caserma. 

Immediate perquisizioni, effettuate in alcuni depositi di mezzi agricoli, in uso e di proprietà del padre di uno dei fuggitivi, consente di ritrovare decine di centraline elettroniche e volanti di autovetture di vari modelli, ruote complete di cerchi, attrezzi atti allo scasso, quali tenaglie e pinze di grosse dimensioni, nonché 18 cartucce per fucile calibro 36, prive di marca, detenute senza autorizzazione. Tale ritrovamento fa intendere ai Carabinieri che la banda si potrebbe dedicare anche ai furti di auto. Tuttavia i militari sono convinti che quei ruderi in campagna nascondano altra merce di dubbia provenienza. Tale ipotesi viene suffragata quando in una casa rurale di proprietà di un pregiudicato bitontino in località Corchio, dove era stata abbandonata l’Alfa 147, vengono ritrovati due quintali di rame già sguainato e pronto a essere venduto. L'uomo viene segnalato per il reato di ricettazione.  

I quatto bitontini, rispettivamente di 46, 28, 20 e 31 anni, sono stati tratti in arresto e, su disposizione della Magistratura barese, condotti nella Casa Circondariale del capoluogo pugliese, accusati, in concorso con l’unico giovane che riusciva a darsi alla fuga e attivamente ricercato, dei reati di furto di componenti metalliche sottratte a infrastrutture destinate ai servizi di trasporto, ricettazione dell’auto rubata, interruzione di un pubblico servizio, rapina impropria e possesso ingiustificato di grimaldelli e attrezzi atti allo scasso. Il padre di uno degli arrestati viene, infine, deferito all'Autorità giudiziaria per favoreggiamento personale, ricettazione delle apparecchiature elettroniche e dei pezzi di auto nonché per la detenzione illegale di munizione da caccia. Le auto utilizzate sono state sottoposte a sequestro.

I cavi di rame sono stati restituiti alla Ferrotramviaria spa

lunedì 13 Marzo 2017

Notifiche
Notifica di
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
dr.zoidberg
dr.zoidberg
5 anni fa

… ce n’è voluto di tempo, ma alla fine sono arrivati i risultati. complimenti a quanti hanno contribuito alla cattura dei 4…mha, non li voglio chiamare nemmeno delinquenti…