12 luglio, un mese dopo

Elena Albanese

Celebrazioni e iniziative ad Andria e Corato per non dimenticare le vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie

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«Sarà un giorno che non dimenticheremo», disse la collega seduta di fronte a me in redazione, poco dopo che entrambe avevamo ricevuto un messaggio vocale che ci comunicava, in pochi secondi di file audio, di uno scontro fra treni nelle campagne tra Andria e Corato. Quattro morti era la prima stima “in grave difetto” a meno di mezz’ora dall’incidente.

E mai affermazione fu più funestamente vera, poichè il peggio doveva ancora arrivare. Gli aggiornamenti e le immagini terribili delle ore successive provenienti da quella assolata porzione delle nostre campagne stridevano pesantemente con la gente felice in stazione nella pagina di luglio del calendario di Ferrotramviaria che campeggia sulla mia scrivania. Perchè anche io sono una pendolare della Bari nord; il 12 luglio sono andata al lavoro con uno di quei treni e con un altro sono tornata a casa, salendovi con un carico di angoscia inimmaginabile, ma che riconoscevo nitido nei silenzi, negli occhi e nelle facce contrite dei miei compagni di viaggio.

Ma ai giornalisti tocca raccontare la cronaca, mestiere difficile quando si vorrebbe solo piangere i propri morti. E purtroppo la notizia della morte è giunta anche nella nostra città nel modo peggiore, perchè aveva le fattezze e il sorriso di chi la vita dovrebbe tenersela ben stretta. Prima l’attesa, nella speranza che arrivasse una smentita, poi la tragica conferma.

Quello che resta oggi, dopo un mese, è il lutto di un’intera comunità, che cerca in ogni modo di non dimenticare e di non far dimenticare, tenendo alta l’attenzione, almeno a livello locale, su un’inchiesta ancora in fieri e già avvelenata da scandali più o meno fondati. Ma soprattutto ricordando chi non c’è più per una tragica fatalità e stando vicino alle loro famiglie. In prima fila la città di Andria, che ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane e che ieri sera ha organizzato una fiaccolata col patrocinio del Comune. Martedì 16, invece, alle 19 sarà la volta di una messa nella parrocchia Beata Vergine Immacolata</a>; mentre il sindaco di Corato questa mattina alle 11 incontrerà a Palazzo di città le famiglie delle vittime, i feriti e i sopravvissuti. Sempre a Corato, stasera, gli amici e i parenti del 17enne Francesco Ludovico Tedone dedicheranno ai morti nello schianto un’osservazione astronomica.

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Commenti

  • Marco (utente non verificato)

    Le celebrazioni, fiaccolate sono tante ma i risultati delle indagini non si vedono. La domanda che sorge spontanea a tutti è: Possiamo ancora fidarci del personale della ferrotranviaria, così come abbiamo fatto per oltre 50 anni? Possiamo fidarci della paletta che il capostazione solleva o di punto in bianco il suo operato è diventato marginale e privo di responsabilità? Insomma abbiamo bisogno di riprendere fiducia,non ci possono dire che mancano i sistemi di sicurezza, gli stessi sistemi che per 50 anni non ci sono mai stati e stranamente non ci sono mai stati incidenti del genere. Giusto ricordare le vittime, ma cerchiamo di assicurare anche la sicurezza dei tanti pendolari che con l’inizio delle scuole e la ripresa del lavoro “inonderanno” i nostri treni.